North Sails NEWS

UN CLASS40 ALLA GRANDE

La Nuova Sfida Oceanica del Velista Ambrogio Beccaria

Alla Grande è il primo progetto di vela oceanica moderna completamente italiano: lo scafo è stato disegnato da Gianluca Guelfi ed è in fase di realizzazione in un giovane cantiere genovese, Sangiorgio Marine. Laddove tutti i marinai italiani oceanici preferiscono spesso affidarsi a progettisti e talvolta anche a cantieri francesi, Ambrogio ha scelto di lavorare con un team italiano altamente qualificato, aprendo così un nuovo capitolo nella progettazione nautica nostrana. Così anche il programma vele del nuovo Class 40 è affidato alle cure e alle competenze del team di North Sails Italia guidato da Daniele Cassinari e con lo specialist Michele Malandra che ha affiancato i progettisti negli studi aerodinamici di vele e coperta.

La barca sarà varata il prossimo luglio allo Yacht Club Italiano di Genova e da quel momento la stagione sportiva di Beccaria comincerà all’insegna dell’innovazione, della ricerca tecnologica e della sfida costante.

Beccaria, classe 1991, laureato in ingegneria nautica, primo italiano della storia a vincere la Mini-Transat nel 2019, corona il suo sogno di costruire una barca dall’anima italiana, lanciando così una sfida verso i navigatori francesi, campioni indiscussi della vela d’altura mondiale, fin dalla costruzione della barca.

Alla Grande è un’imbarcazione fortemente innovativa, sia dal punto di vista della tecnologia che dell’impatto ambientale. La progettazione, lo studio accurato delle vele e le simulazioni idrodinamiche hanno permesso che questo progetto fosse rivoluzionario fin dai suoi primi passi.

Alla Grande, un Class40 di ultimissima generazione, è un’imbarcazione cosiddetta “scow” con la prua molto larga e fuori dall’acqua. La prua scow è ispirata alle tavole da surf e alla loro forma che permette di planare sulle onde senza scontrarsi sull’onda successiva. Alla Grande è studiata per l’oceano: pensata non solo per l’Atlantico degli alisei, ma anche per trovare il miglior passaggio sulle onde dei tre oceani. L’imbarcazione presenta nuove formule innovative, in particolare per quanto riguarda la posizione dell’albero (l’inclinazione longitudinale ad alte velocità permette migliori performance e più controllo) e un pozzetto con soli 4 winch di cui 2 winch centrali che permettono maggiore rapidità nelle manovre. I timoni inoltre sono basculanti e si sganciano automaticamente verso poppa quando c’è uno shock con un oggetto galleggiante o semi-galleggiante.

Alla Grande nasce dalla sinergia tra Gianluca Guelfi e Ambrogio Beccaria: Ambrogio e Gianluca, che hanno spesso navigato assieme, hanno lavorato a stretto contatto a quattro mani in modo da studiare tutta la parte ingegneristico-matematica assieme. Ed è proprio durante la prima fase progettuale che è stata coinvolta North Sails: “Partendo da un regolamento di Classe ‘relativamente’ semplice – spiega Michele Malandra – abbiamo creato un gruppo di lavoro inedito composto da Ambrogio e Gianluca, i nostri omologhi francesi e i tecnici della Classe. Questo è stato un grande vantaggio, potendo partire dal ‘foglio bianco’ e potendo sfruttare tutte le sinergie con i nostri cugini francesi che possono vantare una enorme esperienza – e di dati – nella realizzazione di vele per scafi oceanici come i Mini 6.50, i Class40 e gli IMOCA.”

“Così abbiamo iniziato uno studio approfondito sull’aerodinamica delle vele utilizzando le nostre suite interne dividendo gli scenari in due fasi: le performance di bolina e nelle andature portanti. Con Guelfi e Beccaria abbiamo analizzato le performance di una serie di piani velici andando a modificare radicalmente la posizione dell’albero e del rake, così da avere poi un quadro preciso dell’interazione tra randa e J1. Le regole di Classe, infatti, per la bolina prevedono unicamente una superficie velica massima complessiva di Randa e Genova, all’interno della quale il progettista può ‘giocare’ con le dimensioni – e la forma – dell’una e dell’altra così da ottimizzarne l’interazione. Da qui siamo arrivati a una caratterizzazione aerodinamica dei diversi piani velici che ci ha portato poi a scegliere quella che, per tutti, è risultata l’opzione migliore.”

“Partendo da un regolamento di Classe ‘relativamente’ semplice – spiega Michele Malandra – abbiamo creato un gruppo di lavoro inedito composto da Ambrogio e Gianluca, i nostri omologhi francesi e i tecnici della Classe. Questo è stato un grande vantaggio, potendo partire dal ‘foglio bianco’ e potendo sfruttare tutte le sinergie con i nostri cugini francesi che possono vantare una enorme esperienza – e di dati – nella realizzazione di vele per scafi oceanici come i Mini 6.50, i Class40 e gli IMOCA.”

Dida foto MM 1: poppa – comparazione distribuzione di pressione per diverse regolazioni di scotta

Il grande vantaggio di North Sails – prosegue Malandra – è dato dalla possibilità di poter ottenere simulazioni molto realistiche dell’interazione vele/flusso grazie ai nostri software in grado di deformare tutto ciò che si trova sul piano di coperta (albero, sartie, vele e persino le scotte), con il risultato finale di avere un quadro molto accurato delle forze sviluppate dal piano velico. Con queste informazioni a disposizione del progettista, e accoppiate quindi alle forze idrodinamiche dello scafo da lui ipotizzate, è stato possibile individuare così il piano velico ottimale. Lo stesso approccio è stato quindi applicato per la scelta delle vele da lasco e da poppa.”

“Quanto alla scelta dei materiali – conclude Malandra – la Classe impone l’utilizzo di determinati materiali (no carbonio) che ci ha portato a optare per il nostro 3Di aramidico. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra proprio per ottimizzare la forma delle vele con i parametri di Classe e individuando il ‘compromesso’ ideale tra queste, le scelte del progettista e, fondamentali, le indicazioni di chi poi queste vele dovrà utilizzarle e regolarle: Ambrogio Beccaria”.

Dida foto MM 2: bolina – visualizzazione del flusso a diverse altezze

Il team

Ambrogio Beccaria

Trent’anni anni, laureato in ingegneria nautica, nato e cresciuto a Milano. Dopo varie esperienze in equipaggio e in doppio, nel 2013 ha acquistato con i suoi risparmi un mini 6.50, una barca di 6 metri e mezzo. Da allora Ambrogio, che ha cominciato a navigare in solitario, non ha mai smesso di vincere regate di questa classe, in Italia e in Francia. Le ultime due stagioni (2018-19) ha ottenuto una serie di vittorie mai raggiunte da un navigatore nostrano, diventando a tutti gli effetti una promessa della vela oceanica. Il 15 novembre 2019 Ambrogio ha vinto per la prima volta nella storia della vela italiana la Mini-Transat, la storica transatlantica in solitario. Ha ricevuto il premio “Il Velista dell’anno” 2018 e 2019 ed è stato insignito dell’Ambrogino d’oro 2020. Vive a Lorient, in Bretagna.

📸 Yacht Club Italiano

Gianluca Guelfi

Ingegnere nautico e yacht designer, classe 1988, nato in Toscana, ha studiato a La Spezia. Laureato con una tesi sul Class40, ha lavorato a La Rochelle con Marc Lombard nel 2011 e al laboratorio di idrodinamica di Nantes ha sviluppato un sistema di simulazione in collaborazione con Lombard. Ha creato una start-up con base al La Rochelle creando un nuovo tipo di barche a sostentamento aerodinamico. Vive a Lorient, in Bretagna.

Edoardo Bianchi

(SanGiorgio Marine), classe 1985, nato a Varese, cresciuto in Liguria, si è  laureato in Ingegneria nautica a La Spezia con una tesi pionieristica su un catamarano idro-foil. Ex velista olimpionico di Tornado, (Atene 2004 e Pechino 2008), ha lavorato per Persico Marine come responsabile della costruzione di Luna Rossa AC75. Nel 2021 ha fondato il suo cantiere a Genova, Sangiorgio Marine.

Class40

Nell’ultimo decennio la classe si è molto evoluta e oggi sta avendo un successo notevole: la vela oceanica sta crescendo e il Class40 è un buon compresso tra costi e performance. Oltralpe la Class40 sta vivendo una vera e propria stagione d’oro. Guillaume Verdier, Sam Manuard, Marc Lombard, David Raison sono guru indiscussi dello yatch design. La classe prevede imbarcazioni con una box rule: lunghezza (12,19 metri) larghezza (4, 50 metri), pescaggio (3 metri), lunghezza dell’albero (18 metri), peso minimo (4500 chilogrammi), superficie delle vele di bolina (115 metri quadrati) e Superficie vele di poppa (230 metri quadrati). Lo stesso vale per i ballast che sono massimo 750 litri in totale per lato. Le barche devono essere in fibra di vetro, la randa e il fiocco devono avere una superficie massima di 115 metri quadri (la somma delle due). I velisti italiani si sono sempre confrontati con questa classe, è rimasta storica la vittoria della Route du Café di Giovanni Soldini e Pietro D’Ali nel 2007 su un Class40 disegnato da Guillaume Verdier.

Il programma sportivo:

– 19/24 Agosto 2022 – Palermo-Montecarlo
– 6 Novembre 2022 – Route du Rhum
– 21/24 Febbraio 2023 – RORC 600 Caribbean
– Novembre 2023 – Maggio 2024 – The Race Around

Un Class40 Alla Grade – Video

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