STORIE DALLA VENDÉE GLOBE

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L' ambasciatore di North Sails Thomas Ruyant, ha completato la sua straordinaria circumnavigazione del mondo nella leggendaria Vendée Globe. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare com’è andata.

THOMAS RUYANT

Sport | Ocean Racing

Città d’origine | Dunkerque, Francia

DEEP DIVE

Sicuro e determinato, Thomas Ruyant ha una passione innata per il mare e il suo sogno è attraversare gli oceani di tutto il mondo a una velocità vertiginosa. In acqua è sempre pronto a superare qualsiasi limite fisico e mentale, sia mentre sfreccia con il suo IMOCA 60 foiling, sia mentre cavalca le onde potenti di Lorient, la sua città adottiva. Thomas Ruyant ha scoperto il gusto per la sfida attraverso la vela e vive secondo il mantra dei corsari, con un'attenzione viva e determinata al raggiungimento dei suoi obiettivi. Ha conquistato il podio di molte regate prestigiose e, allo stesso tempo, ha creato il TR Racing, il suo team che oggi conta 30 dipendenti a tempo pieno e una base operativa moderna e all'avanguardia a Lorient.     

LE VITTORIE PIÚ RECENTI

  • 2024: Vendée Globe 2024 – 7° posto
  • 2023: Transat Jacques Vabre – Vincitore
  • 2023: 1000 Race – Vincitore
  • 2022: Route du Rhum-Destination Guadeloupe – Vincitore
  • 2021: Transat Jacques Vabre – Vincitore

Congratulazioni. Hai appena completato il Vendée Globe 2024, una regata di 45.000 km che consiste in una circumnavigazione completa in solitario, senza possibilità di scalo o di assistenza esterna. Per chi non conosce questa gara, come la descriveresti e perché è così appassionante?


TR - Il Vendée Globe non è una semplice regata ma è una vera e propria sfida. Non a caso, viene chiamato l’Everest dei mari. L’elemento straordinario di questa competizione è proprio la sua semplicità e il suo principio è rimasto invariato per 10 edizioni: 1 donna o 1 uomo, 1 barca e 1 giro del mondo senza scalo. Il Vendée Globe è una successione di momenti intensi ed emozioni uniche dal punto di vita umano e sportivo che non è paragonabile a nessun'altra gara.

Perché il Vendée Globe è così importante per te, Thomas? Questa è la terza volta che partecipi alla competizione, cosa ti spinge a tornare ogni volta, cosa rende la tua passione così viscerale?

TR - In realtà, non ho ancora completato il Vendée Globe. La prima volta ho dovuto abbandonare la gara a metà perché la mia barca si è spezzata in due al largo della Nuova Zelanda. Nella seconda edizione, avevo tutte le carte in regola per arrivare al traguardo, ma purtroppo ho dovuto affrontare parte della gara senza foils e questo è stato estremamente penalizzante. Questa terza volta ero tra i favoriti e ho avuto un inizio di regata davvero eccellente. Entrando nell’Oceano Indiano, ho mancato un’opportunità chiave e ho lasciato spazio a quelli che poi sarebbero stati i futuri vincitori. Mi assumo pienamente la responsabilità delle mie scelte strategiche, ho lottato duramente nell’Oceano del Sud e poi, nel Pacifico, sono riuscito a mettermi in testa al gruppo degli inseguitori. Dopo 47 giorni di gara intensa, ho raggiunto Capo Horn in 4° posizione, sperando in una risalita più fluida dell’Atlantico. Ma il meteo non mi è stato amico, ho perso la mia vela J2 e così anche la possibilità di recuperare sui leader. In quel momento ho capito che il resto del percorso sarebbe stato fatto di compromessi e che non avrei più gareggiato ad armi pari con i miei avversari. Ciononostante non riesco a detestare Vendée Globe, lo ammetto. Questa regata mi rende orgoglioso: orgoglioso di averla portata a termine, orgoglioso di aver fatto parte di questa edizione straordinaria. Tutti i velisti davanti a me sono professionisti eccezionali che si sono formati con la Solitaire du Figaro. Con la loro competenza, hanno portato questa gara a livelli altissimi. Avevo la barca giusta per affrontare questa sfida.


In solitaria, senza stop, intorno al mondo – il Vendée Globe è una prova di resistenza. Come fai a mantenere la concentrazione e a gestire i tuoi limiti umani durante una regata che dura ininterrottamente per più di due mesi? In pratica, gareggi anche mentre dormi: com’è possibile?

TR - Il Vendée Globe è una gara di resistenza. Devi saper dosare le energie e conoscerti a fondo per capire quando puoi spingerti oltre. Allo stesso tempo, devi conoscere tua barca nei minimi dettagli per sfruttarla al massimo. Durante il mio terzo Vendée Globe avevo una maggiore consapevolezza di me stesso e questo mi ha permesso di gestire meglio la gara. Avevo la barca giusta per affrontare la sfida e non mi ha tradito. Sono molto orgoglioso del lavoro di preparazione fatto con il team TR Racing.

Riesci ad ammirare la bellezza della natura mentre navighi intorno al mondo? Durante l’edizione 2024 del Vendée Globe, qual è stato per te il momento migliore e quello peggiore?

TR - Siamo davvero fortunati: durante il giro del mondo, abbiamo la possibilità di godere in ogni istante della bellezza della natura. Nel profondo sud, in particolare, ma anche a Capo Horn, dove i paesaggi sono splendidi. Nonostante le condizioni difficili, l’oceano regala momenti di pura bellezza: notti stellate, albe mozzafiato e il volo ipnotico degli albatros sopra l’Oceano del Sud. Quando nell’Atlantico ho perso la mia vela J2 è stato un duro colpo perché le mie possibilità di rimanere in testa si sono ridotte tantissimo. Ma la regata è anche questo: adattarsi e andare avanti, nonostante gli imprevisti.

In che modo il tuo team TR Racing ti supporta mentre navighi intorno al mondo?

TR - La consapevolezza che mi seguono e che sono completamente coinvolti in questo progetto mi dà un'energia incredibile. Abbiamo comunicazioni regolari e so di poter contare su di loro in caso di problemi.

Con le moderne tecnologie di comunicazione, ti sei mai sentito solo? La solitudine del velista oceanico è ormai un ricordo del passato? Questo è un bene o un male?

TR - I moderni mezzi di comunicazione ci permettono di restare in contatto in modo costante con le persone della nostra vita. Questo è importante perché ci aiuta a mantenere un legame forte con la terra. Nonostante questo, a bordo siamo soli: nei momenti difficili, quando le condizioni climatiche sono avverse, nessuno può aiutarci. In questi casi, la solitudine si fa sentire molto. Il Vendée Globe è pur sempre un giro del mondo in solitaria e la sfida consiste nell’essere soli a bordo delle nostre barche ad affrontare la forza della natura.

C’è qualcosa di speciale che porti con te durante la gara per affrontare i momenti difficili o per festeggiare le piccole vittorie?

TR - Il mio team prepara sempre delle piccole “sorprese” per tirarmi su di morale o per celebrare i momenti speciali. Che sia comfort food, regalini o foto, sono sempre pensieri preziosi. Durante la Transat Jacques Vabre, con Morgan abbiamo condiviso una piccola bottiglia di rum! In questa edizione del Vendée Globe, avevo un calendario dell’Avvento e ogni giorno, fino al 25 dicembre, potevo scartare un regalo, come disegni e lettere dei miei figli, dolci e bottigliette di rum per i momenti più duri o più felici. Insomma, qualsiasi cosa che tenga alto l’umore.

Gestire un programma con due barche è qualcosa di insolito. Qual è la dinamica tra voi in TR Racing? È simile ai team di Formula 1, con regole di squadra rigide, oppure vi organizzate liberamente per raggiungere i vostri obiettivi?

TR - Ci siamo preparati insieme al Vendée Globe, allenandoci molto con due barche. Abbiamo elaborato questa strategia già l’anno scorso, prima della partenza della regata. Abbiamo anche condiviso tutti i debriefing e il lavoro del nostro team di analisi. Però, una volta superata la linea di partenza, siamo avversari. Posso dire che Sam Goodchild è stato un concorrente formidabile. Abbiamo condiviso la gioia dei successi l’uno dell’altro e anche la delusione, come quando la vela di Sam si è strappata dopo la mia.

Sulle tue vele è stampato il lettering "Vulnerable". Cosa significa per te questa dichiarazione?

TR - Dal 2005, ho sempre utilizzato le mie competizioni per sostenere cause sociali, da Le Souffle du Nord a LinkedOut. Con Alexandre Fayeulle e Advens, volevamo spingerci ancora oltre, mettendo le persone e il pianeta al centro del nostro impegno. Insieme a Sam Goodchild, una delle grandi rivelazioni di questo Vendée Globe, ho portato avanti l’idea che la vulnerabilità sia una forza per la nostra società. Sono orgoglioso che questa regata abbia contribuito ad accendere i riflettori su un tema così importante e sono grato ad Alexandre per il suo impegno e le sue idee innovative.

Qual è il tuo capo North Sails preferito? Perché hai scelto di collaborare con North Sails Apparel?

TR - La giacca smock Atlantic è il capo che porto sempre con me e utilizzo di più. Mi accompagna in ogni regata. Inoltre, ho diversi capi in pile che indosso a strati e mi permettono di affrontare la gara nelle migliori condizioni. North Sails popone modelli di alta qualità e perfettamente adatti alle regate oceaniche.

Preparare la valigia per una settimana in mare può essere difficile per la maggior parte delle persone. Tu invece affronti due mesi di navigazione senza la possibilità di lavare nulla: cosa c’è nel tuo kit?

TR - L'esperienza dei due primi Vendée Globe è stata preziosa per organizzare il terzo. Lo spazio limitato a bordo del mio IMOCA mi obbliga necessariamente a fare delle scelte! Per fortuna, abbiamo un ottimo team di logistica che prepara tutto con grande cura 😉.

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