North Sails NEWS

AMBROGIO BECCARIA VINCE LA MINI TRANSAT

Tra le Barche da Crociera Con le Vele North Sails

📸 Christophe Breschi Photography

Il velista italiano, ormai considerato più che l’astro nascente, vince nella Mini transat con il suo Geomag la classifica dedicata alle barche di serie e arriva terzo in classifica generale. Ambrogio non solo non ha mai perso il comando della sua flotta, ma si è trovato anche in testa overall e ha accumulato un vantaggio sempre crescente sugli inseguitori facendo una rotta impeccabile. Ambrogio Beccaria ha ventotto anni, è ingegnere nautico, ha tagliato il traguardo dopo 13 giorni 01 ora 58 minuti di regata.

Ambrogio, hai scelto North Sails per il suo programma, e come hai costruito la velocità della barca?

“Sviluppo vele e velocità sono la parte che mi interessa di più di queste regate. Anche per questo ho scelto di navigare tra le barche di serie, perché sono più semplici ma sono quelle in cui si possono sviluppare molti aspetti tra cui le vele. Ho lavorato con North Sails, che avevo già utilizzato anche nella edizione precedente e dopo il trasferimento in Bretagna ho continuato al collaborazione con North Sails e ho potuto avere continui confronti con la veleria e i velai che sono venuti a bordo”.

Come hai sviluppato il programma?

“Dopo le prime miglia con il primo gioco di vele abbiamo lavorato a una seconda generazione raccogliendo foto, video per farci una idea di cosa ci sarebbe servito e abbiamo scoperto cose molto interessanti. La mia barca è molto veloce, ma ha una forma piuttosto tesa, a poppa quasi un deflettore da motoscafo. Per questo con mare grosso di poppa tende a mettere la prua in acqua e può diventare pericolosa. Per questo abbiamo disegnato spi molto più magri, con teste piatte per navigare più orzati e veloci per tenere medie più alte. Una scelta che sembra esser stata vincente”.

Che guardaroba avevi?

“Alla fine ho scelto di portare tre gennaker, un Code 0 grande, uno spi piccolo da ventone che potesse essere molto affidabile da tenere a riva il più a lungo possibile. Alla fine ti salva, con più di 20 nodi posso scendere anche profondo fino a un angolo di 150 con il reale.

Per randa e genoa abbiamo utilizzato il 3Di poliestere, la randa deve essere in Dacron e il fiocco non può avere fibre esotiche. Per il fiocco Solent il 3Di tra i mini è stata una rivoluzione, North in pratica non era conosciuta prima di questo utilizzo e ora 7 barche nelle prime 10 lo issano. Io non ho scelto una testa molto quadrata, alcune velerie che hanno una vela così grande in testa da doverla ammainare di 40 centimetri per poter virare, direi però che non hanno grandi VMG di bolina”.

📸 Christophe Breschi Photography

Come hai gestito le vele?

“In partenza abbiamo tutti rischiato un po? Ho rischiato di rompere il bompresso e poi lo spi medio. Dopo di ché sono ripartito a palla e mi sono ricordato di quello che dice il mio coach Tanguy Le Glatin, ovvero che bisogna essere i primi a ridurre le vele quando c’è troppo vento e i primi a re-issare più tela degli altri. A questo punto ho spinto tantissimo con lo spi grande ed è stato lì che sono stato davanti ai proto”.

Sei soddisfatto della prova? La barca che ha vinto tra i proto è molto più veloce?

“Il proto che ha vinto la sua classe sulla carta va molto più forte. Pero in mare entra in gioco il fatto che i proto sono molto meno affidabili e quindi appena le condizioni si fanno dure gli skipper tendono a risparmiare la barca, navigare a 20 nodi fa una certa paura per le botte che si prendono sullo scafo. E’ complicato capire quando dare gas e quando no”.
Che impressioni sulla barca attrezzata per il foiling?

“Ha dei foil a T molto particolari con i sostentatori sui timoni, l’idea era di volare completamente. Purtroppo ha avuto un problema allo strallo di prua e non hanno potuto spingere. Sono arrivati quarti comunque, ma molto distanti dal podio. Il DNA della classe mini è proto molto sperimentale, quindi non sarà possibile mettere delle regole restrittive, anzi l’idea è di agevolare il foiling, adesso limitato dalla larghezza massima di tre metri in porto per cui i foil devono rientrare completamente. Tolto questo limite sarà più facile spingersi verso prestazioni da Imoca”.

Che progetti per il futuro?

“L’idea è di fare un progetto di Class 40 con l’obiettivo del giro del mondo del 2023, in doppio. A me interessa la costruzione della barca, seguire il progetto personalmente , mi piacerebbe molto riuscirci”.

📸 Christophe Breschi Photography
📸 Christophe Breschi Photography